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Alonso ejerce de líder en Ferrari
#51
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#52
Quien la quiera comprar, puede hacerlo AQUÍ.

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#53
jajajja. menuda compra. jeje
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#54
Allora, c’è qualcuno dei facinorosi tifosi brasiliani che ha ancora voglia di parlare e vomitare insulti? La gara di Sepang sembra disegnata su misura per chiudere una volte per tutte le discussioni della settimana scorsa. Nemmeno il più abile degli sceneggiatori avrebbe potuto immaginare una trama così spettacolare, che ha messo in scena come attori protagonisti proprio i tre diretti interessati delle nostre discussioni: Alonso, Massa, Perez. Il campione, lo sconfitto e il rimpiazzo.

Alonso ha vinto con una macchina inferiore, da grande campione qual è, perché la Ferrari F2012 di questo inizio stagione è piena di difetti; è carente in trazione e velocità massima. E perde in prestazione man mano che si alleggerisce di benzina. Eppure Alonso ha macinato gli avversari che avevano monoposto più performanti, che si chiamassero Red Bull, McLaren, Sauber, Lotus o Mercedes. Come ha fatto? Semplice: perché è un Campione vero, con la C maiuscola.

Succede raramente che un pilota riesca a vincere con una macchina palesemente inferiore. È il sogno di tutti i corridori perché è il riconoscimento della propria bravura. La rivincita dell’Uomo sul mezzo meccanico, la supremazia del “manico” nel binomio Uomo-macchina. Come ho scritto su Autosprint, gli esempi di una dimostrazione di classe così plateale sono rarissimi. Senza andare a scomodare Nuvolari con l’Alfa Romeo al Nurburgring, mi vengono in mente - in tempi recenti - soltanto pochissimi episodi: la vittoria di Senna a Donington ‘93, quella di Gilles Villeneuve a Jarama ‘81. E ancora la rimonta di Senna a Montecarlo ‘84 sotto il diluvio. Mettiamoci anche le vittorie di Schumacher a Spa ‘92 (Benetton) e Barcellona ‘96 (Ferrari), anche se meno eclatanti.

Ecco, il trionfo di Alonso a Sepang 2012 è un’impresa paragonabile a quelle. Degna di entrare nella storia del motorsport. Il vero campione sa approfittare - in condizioni d’inferiorità - di quelle variabili impreviste che il destino gli offre per sconvolgere le gerarchie già scritte; per imporre i propri giochi e il proprio ritmo. Alonso ha intravisto una chance, l’ha afferrata coi denti e non l’ha lasciata andare. Si è fatto largo piano piano nel gruppo e ha macinato i suoi avversari uno alla volta. Senza un errore né una sbavatura. La gara perfetta. Certo, qualcuno ha fatto un errore e gli ha regalato la posizione (Grosjean, Button, il box McLaren con Hamilton, lo stesso Perez nel finale). Alonso ha avuto anche fortuna. Ma se l’è ampiamente guadagnata. E gli avversari possono soltanto prendersela con se stessi.

Prendiamo la gara di Massa al confronto: fino a un terzo di corsa stava andando anche benino. Era ottavo mentre Alonso era quinto, pigliava il suo mezzo secondo al giro istituzionale. Ma mentre Alonso lottava con Hamilton e teneva dietro le Red Bull, Felipe si difendeva da una Toro Rosso e dalla Force India. Finché non è andato in crisi come gli succede spesso. Con la sua guida piena di irruenza ha sbriciolato le gomme, nella foga di difendersi è andato fuori pista e ha buttato via diverse posizioni, allora ha perso la testa e per strafare ha rovinato la gara sua e della squadra che con una strategia azzeccata gli aveva montato per primo le slick. C’erano momenti in cui prendeva inspiegabilmente 5” al giro da Alonso e nel finale solo per 100 metri ha evitato l’onta del doppiaggio da parte di una Ferrari uguale alla sua. A pari macchina, il suo compagno ha vinto e lui è arrivato 15° a 97 secondi. Praticamente ultimo perché dietro di lui ci sono soltanto le Caterham, le Marussia e le Hrt, quelle che corrono in un’altra categoria, gli scarti della F.1. E alla fine invece di dire: “colpa mia”, se la prende con la strategia, con le gomme, con l’assetto. Come se li avesse decisi un altro.

C’è ancora qualche tifoso brasiliano che osa sostenere che la Ferrari dia una macchina più performante ad Alonso che a Massa? O che gli affidi una F2012 difettosa? Ci credeva pure lui a questa fandonia. Si è incapricciato alla vigilia, ha chiesto di cambiare telaio, gli hanno ricostruito una macchina nuova attorno a una scocca diversa perché credeva ci fosse un difetto strutturale in quella dell’Australia che mangiava le gomme e il risultato è stato identico. La controprova ha dimostrato che il problema di Massa è nell’Uomo, non nella macchina.

Io sono seriamente convinto che a Massa farebbe bene lasciare Maranello, togliersi di dosso la pressione che non riesce più a reggere e quel compagno scomodo e velocissimo e trascina-ingegneri che lo ha ubriacato. D’altronde era già successa a Felipe un cosa del genere: nel 2003 fece un anno di purgatorio facendo il collaudatore a Maranello dopo la stagione del debutto in cui la Sauber lo accusava di fare troppi incidenti e la sosta lo rigenerò forgiandolo e rendendolo più consistente.

Autosprint la scorsa settimana ha sollevato il problema-Massa dicendo quello che tutti pensano ma nessuno osava dire. Abbiamo indicato il nome di Sergio Perez come un possibile sostituto per tanti motivi: perché è giovane, motivato, è per metà sotto contratto del Cavallino quindi non ci sono onerose penali da pagare in un eventuale scambio Sauber-Ferrari.

Manco a farlo apposta, sette giorni dopo proprio il messicano si è dimostrato la rivelazione del Gp Malesia. Perez, il ragazzino, la scommessa che Autosprint aveva indicato come possibile e immediata alternativa a Massa, ha fatto la gara della vita. È una coincidenza o un segno del destino? Per noi di Autosprint è la dimostrazione che il nostro ragionamento non faceva una grinza, con buona pace di quelli che ci hanno attaccato e insultato. E che ora se non sono degli ipocriti, dovranno per forza ricredersi.

Intendiamoci: Perez non è la panacea di tutti i mali. È ancora troppo acerbo per affermare con assoluta certezza che diventerà un campione. Ma è l’unica vera alternativa presente che ha sotto mano la Ferrari perché Vettel è incedibile fino al 2015, Kubica è un punto interrogativo, Button e Webber sono ormai troppo maturi e Hamilton non piace a Maranello.

Alla Ferrari, ora che si è visto che la competitività a sprazzi esiste, serve un compagno veloce che affianchi Alonso, magari lo aiuti anche nei collaudi e porti punti preziosi per il campionato Costruttori. Il mondiale è aperto, apertissimo e con un po’ di fortuna si può combattere per il titolo. Ma un pilota solo non può lottare per la classifica a squadre dove si sommano i punti dei due compagni. Perciò, altro che terza macchina tanto invocata: si cominci a mettere in pista la seconda!

Fuente Autosprint

http://blog.auto.it/autosprint/03/26/vin...inferiore/
ALONSO ES LA DESCRIPCIÓN DEL PILOTO PERFECTO.

Allí dónde el amor venza al miedo, solo allí nos encontraremos.

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#55
traducción cutre de google

Entonces, ¿hay fans de cualquier mafia brasileña que todavía quieren hablar y lanzar insultos? La carrera en Sepang parece diseñado a medida para cerrar de una vez por todas las conversaciones la semana pasada. Ni siquiera los escritores más competentes hubiera podido imaginar una trama tan espectacular, que ha puesto en escena al igual que los tres actores principales que participan directamente en nuestras discusiones: Alonso, Massa, Pérez. El Campeón, el Derrotado y el Sustituto

Alonso ganó con menos de un coche, como un gran campeón que es, porque el comienzo de Ferrari F2012 de esta temporada está llena de defectos, es deficiente en fuerza y ​​velocidad. Se pierde en el rendimiento, ya que alivia el gas. Sin embargo, Alonso ha aplastado a los opositores que tenían los vehículos más eficientes, que se llamaban Red Bull, McLaren, Sauber, Lotus y Mercedes. ¿Cómo lo hizo? Simple: porque es un verdadero campeón, con C mayúscula

Es raro que un piloto gane un coche con menos evidente. Es el sueño de todos los corredores, ya que es el reconocimiento de sus habilidades. La venganza del hombre sobre los medios mecánicos, la supremacía de la "manija" en combinación hombre-máquina. Como he escrito en Autosprint, ejemplos de tan flagrante demostración de una clase son muy raros. Sin llegar a molestarse con el Romeo Alfa de Nuvolari en el circuito de Nurburgring, se me ocurre - en los últimos tiempos - sólo unos pocos episodios: la victoria de Senna en Donington '93, el de Gilles Villeneuve en el 81 del Jarama. Y sin embargo, el regreso de Senna en Mónaco, bajo el diluvio 84. Vamos también gana en Spa '92 Schumacher (Benetton) y Barcelona '96 (Ferrari), aunque menos dramática.

En este caso, el triunfo de Alonso en Sepang el año 2012 es comparable a la firma. Dignos de entrar en la historia del automovilismo. El verdadero campeón sabe aprovechar - en términos de inferioridad - de esas variables no previstas que el destino ya ha escrito para subvertir jerarquías, para imponer sus propios juegos y su propio ritmo. Alonso vio la oportunidad, él la agarró con los dientes y no la dejó ir. Se hace lentamente en el grupo y ha aplastado su una oponentes a la vez. Sin un error o una mancha. La carrera perfecta. Claro, alguien cometió un error y le dio la posición (Grosjean, Button, el garaje de McLaren con Hamilton, el mismo Pérez en la final). Alonso también tuvo suerte. Pero si está ampliamente merecido. Y los opositores sólo pueden culparse a sí mismos.

Vamos a la carrera en comparación con la masa: hasta un tercio de la carrera iba bastante bien también. Fue octavo, mientras que Alonso fue quinto, pigliava su segundo medio por institución regazo. Sin embargo, mientras que Alonso luchaba con Hamilton y se mantiene por detrás del Red Bull, Felipe defenderse de un Toro Rosso y Force India. Hasta que entró en crisis, como sucede a menudo. Con su guía, lleno de vehemencia, se ha desmoronado los neumáticos, en el afán de defenderse a sí mismo salió de la pista y sacó a diferentes posiciones, entonces, ha perdido la razón y por la exageración de ella arruinó su carrera y el equipo con una estrategia de la APT había montada por primera vez en neumáticos de seco. Hubo momentos en los que inexplicablemente tuvieron 5 "vuelta de Alonso en la final ya sólo 100 metros ha evitado la vergüenza de doblaje por un igual a su Ferrari. Con el mismo coche, su compañero de ganado y se puso 15 ° a 97 segundos. Al menos virtualmente, porque detrás de él sólo hay el Caterham, Marussia y terapia de reemplazo hormonal, los que corren en otra categoría, las diferencias de la F1. Y al final en vez de decir "mi culpa", se enoja con la estrategia, con los neumáticos, con el ajuste. Como si hubiera decidido otra.

¿Hay algún fan brasileño que se atreve a decir que Ferrari le da una máquina más potente a Alonso, Massa? O que le da una mala F2012? Allí él también creía que esta patraña. Se ha tomado gusto a Eva, le pidió que cambiar el chasis, han reconstruido un coche nuevo en torno a un cuerpo que no sea porque él creía que había un defecto estructural en uno de Australia, que se comió los neumáticos y el resultado fue idéntico. El contador ha demostrado que el problema de la masa está en el hombre, no en la máquina.

Estoy seriamente convencido de que Massa haría bien en salir de Maranello, quitar la presión que ya no pueden sostener y compañero que incómodo y rápido de arrastrar y los ingenieros que han bebido. Por otra parte ya había ocurrido a Felipe una cosa: en 2003 lo hizo un año de purgatorio por el test de Maranello después de la primera temporada en la que el Sauber le acusó de hacer demasiados accidentes y detener el forgiandolo regenerado y lo que es más consistente .

Autosprint la semana pasada ha planteado la cuestión de la masa-diciendo lo que todos piensan pero nadie se atrevió a decir. Se muestra el nombre de Sergio Pérez como un posible reemplazo por muchas razones: porque es joven, motivado, está bajo contrato por medio del caballo para que no haya sanciones onerosas para ser pagados en un intercambio Sauber-Ferrari.

Qué casualidad, tan sólo siete días después de la mexicana resultó ser la revelación del GP de Malasia. Pérez, el niño, la apuesta que Autosprint había indicado como una alternativa posible e inmediata a la misa, hizo la carrera de la vida. ¿Es una coincidencia o una señal del destino? Nos Autosprint es prueba de que nuestro razonamiento era impecable, con el debido respeto a aquellos que han atacado e insultado. Y ahora, si no son hipócritas, debe necesariamente cambiar de opinión.

Eso sí: Pérez no es la panacea para todos los males. Todavía es demasiado inmadura como para decir con absoluta certeza que se convertirá en un campeón. Sin embargo, la única alternativa real que tiene que entregar el Ferrari porque Vettel no está a la venta hasta el año 2015, es un signo de interrogación Kubica, Button y Webber son ahora demasiado maduro y Hamilton no le gusta a Maranello.

En Ferrari, ahora que hemos visto que existe una competencia en destellos, se necesita una rápida compañero de al lado de Alonso, tal vez incluso le ayudará en los puertos y los puntos de prueba para el campeonato de constructores. El mundo está abierto, de par en par y con un poco de suerte se puede luchar por el título. Pero el conductor no sólo se puede luchar por el campeonato de equipos a los puntos combinados de los dos compañeros. Por lo tanto, más de la tan cacareada tercer coche: se empieza a poner la segunda pista!
ALONSO ES LA DESCRIPCIÓN DEL PILOTO PERFECTO.

Allí dónde el amor venza al miedo, solo allí nos encontraremos.

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#56
Kubica pilotando un coche de ralli. Me alegra ver estas noticias

http://www.rallyemotion.it/robert-kubica...-da-rally/
ALONSO ES LA DESCRIPCIÓN DEL PILOTO PERFECTO.

Allí dónde el amor venza al miedo, solo allí nos encontraremos.

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#57
FA ‏ @joseluisf1
Pat Fry nos confirma lo que comentamos hace tiempo, han adelantado el desarrollo y habrá en China algunas partes de la evolución para España

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#58
(10-04-2012, 13:35)iL Fenomeno escribió: FA ‏ @joseluisf1
Pat Fry nos confirma lo que comentamos hace tiempo, han adelantado el desarrollo y habrá en China algunas partes de la evolución para España


Pat Fry: "En el GP de China tendremos cinco mejoras"
El director técnico de Ferrari anuncia que "después, para el GP de España habrá un paquete más significativo". Por otro lado, se muestra gratamente sorprendido por el liderato de Alonso en el Mundial.

[Imagen: Pat_Fry.jpg]

Efe | 10/04/2012

El director técnico de Ferrari, el británico Pat Fry, admite que está sorprendido por el liderazgo del Mundial de Fórmula Uno del piloto español Fernando Alonso tras su victoria en Sepang (Malasia) y asegura que la escudería italiana está trabajando muy duro para adelantar mejoras del monoplaza que conduce.

"Para Fernando es muy bonito estar a la cabeza del Mundial, algo que no me habría esperado hace algunas semanas", asegura Fry en la página web de Ferrari donde alaba la progresión del piloto español y admite un gran esfuerzo por parte de los mecánicos para mejorar el monoplaza.

"Nuestra posición se debe a una serie de circunstancias, sobre todo ligadas al hecho de que Fernando ha disputado dos grandes carreras", admite Fry, que cree que la lluvia que bañó el circuito asiático benefició a Ferrari. "En Malasia las condiciones meteorológicas jugaron a nuestro favor y nuestro coche se comportó bien en esas circunstancias: salimos a aprovechar las oportunidades", destaca el ingeniero inglés, que considera que hubo una coordinación perfecta entre la estrategia y el trabajo de los mecánicos de pista y el piloto.

"El equipo desarrolló un trabajo óptimo: cada vez que Fernando entraba en boxes para cambiar los neumáticos salía o a recortar posiciones o a extender su ventaja", asevera Fry. Alonso consiguió la victoria en el circuito de Sepang y el liderazgo en la clasificación individual ocho días después de su quinto puesto en el Gran Premio de Australia, en una temporada en la que Sebastian Vettel, del equipo Red Bull, partía como favorito al ser el campeón del año pasado.

"Creo que nuestras prestaciones sobre seco están todavía a cerca de ocho décimas de los mejores", admite el director técnico de Ferrari, que alaba a los mecánicos de pista de la escudería italiana. "En Melbourne hicimos las paradas en boxes más rápidas y en Malasia las prestaciones en la recta de boxes y la estrategia permitieron recortar posiciones o tiempo sobre los otros pilotos", dice.

Entre los retos que la escudería italiana se plantea para los próximos meses está adelantar mejoras en el monoplaza que conduce el piloto español, que se prepara para ofrecer lo mejor de sí mismo en el Gran Premio de Shangai que se disputará este fin de semana.

"En China tendremos cinco mejoras -algunas visibles y otras un poco menos- y después habrá un paquete más significativo para el Gran Premio de España. Sería bonito poder tenerlo antes, pero de hecho algunas de las novedades de Shangai habían sido previstas para España", concluyó el director técnico de Ferrari.

Fuente AS


#LoMejorEstaPorLlegar 
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#59
Tan mal está el ferrari? No podria tratarse de estrategia????. En la primera carrera alonso clasificó mal por un error propio, y acaba 5º (buen resultado al final de todo). Em la segunda carrera, tuvo un problema con el kers en clasificación, con lo que qued
o noveno, pero después en carrera, otro carrerón y San Alonso gana la carrera.... No será que el ferrari no a tan mal y lo que ha tenido es un par de problemas puntuales y quiere "disimular"?????
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